Poldark HDTV 720p AC3 5.1 |  90 comment(s) | 20x33 season x episode Big Brother
 * Dettagli Torrent   globale  | .nfo   | Commenti (0) 


- Roy Eldridge The Jazz Master [Flac][TntVillage] -


Download via torrent:
Categoria bittorrent Musica
Descrizione


Artist...............: Roy Eldridge
Album................: Roy Eldridge The Jazz Master
Genre................: Jazz
Source...............: CD
Year.................: 1997
Ripper...............: EAC (Secure mode) / LAME 3.92 & Asus CD-S520
Codec................: Free Lossless Audio Codec (FLAC)
Version..............: reference libFLAC 1.2.1 20070917
Quality..............: Lossless, (avg. compression: 46 %)
Channels.............: Stereo / 44100 HZ / 16 Bit
Tags.................: VorbisComment
Information..........: TntVillage

Ripped by............: Leonenero on 13/01/2016
Posted by............: Leonenero on 14/01/2016
News Server..........: news.astraweb.com
News Group(s)........: TntVillage

Included.............: NFO, M3U, LOG, CUE
Covers...............: Front Back CD

---------------------------------------------------------------------
                      Tracklisting
---------------------------------------------------------------------

  1. Roy Eldridge - Wrap up your troubles in dreams [03:55]
  2. Roy Eldridge - R and R [11:52]
  3. Roy Eldridge - Me and you [09:53]
  4. Roy Eldridge - Body and soul [10:47]
  5. Roy Eldridge - Embraceable you [02:28]
  6. Roy Eldridge - Saturday night fish fry [05:49]

Playing Time.........: 44:46
Total Size...........: 218,58 MB

Che Roy Eldridge sia un rimosso dalle storie del jazz non si può dire, giacché in ciascuna ha il suo bello spazio.
Che continui tutto sommato a essere – anche dopo che nel 2002 John Chilton gli ha dedicato una voluminosa, puntigliosa e apprezzata biografia – un sottovalutato pare invece evidente.
Questione di mancata sintonia e sincronia con i tempi. Cose che capitano se ti ritrovi ad anticipare una delle svolte musicali del Novecento per poi scoprirti scavalcato da quella stessa rivoluzione che sei stato decisivo nell’avviare.
Non bastasse, raggiungi il top della tua arte nel preciso momento in cui quei tumultuosi sommovimenti ti hanno lasciato indietro.
Stretto fra un Louis Armstrong – cui dicono che ti sia ispirato ma in verità altri sono stati i tuoi maestri – e un Dizzy Gillespie – che tu viceversa hai influenzato eccome – te ne ritrovi stritolato.
Prende il centro della ribalta tal Miles Davis e ciao ciao. È tanto lo scoramento che per un po’ lasci il tuo paese e fortunatamente emigrando scopri la tua America altrove, in Francia, come tanti altri artisti afroamericani.
Recuperi fiducia.
Ritorni.
Realizzi uno dei tuoi dischi più belli – incidentamente – e capisci che c’è ancora spazio per te, sebbene non più da protagonista.
Per quasi trent’anni dopo le sedute di registrazione che diedero vita a “alla sua musica” la tromba di Roy Eldridge ruggirà, blandirà, swingherà ancora.
E quando nel 1980 un ictus sembrerà mettere fuori gioco il nostro eroe, prossimo alla settantina, sarà in realtà giusto uno spiacevole incidente di percorso.
Posata la tromba recupererà il primo amore, la batteria. Si scoprirà pianista di vaglia. Canterà, gigione e sentimentale come non mai. La morte lo coglierà, il 26 febbraio 1989 a Valley Stream, New York, decisamente vivo.
Era nato a Pittsburgh, Pennsylvania, il 30 gennaio 1911.
Precoce il suo ingresso nel mondo della musica, sì e no adolescente ed entrando da una porta di servizio molto usata all’epoca, quella delle bande carnascialesche, delle orchestrine al seguito di spettacoli circensi e di vaudeville.
Percussioni e tuba, oltre alla tromba, i suoi strumenti. Curiosamente, a insegnargli i rudimenti dell’arnese che lo consegnerà agli annali del jazz era un sassofonista, il fratello maggiore Joe.
Curiosamente, a procuragli il primo impiego era l’imitazione alla tromba di un celebre assolo di un altro sassofonista, il Coleman Hawkins di Stampede.
Il primo trombettista a ispirarlo era Jabbo Smith, pur’egli un sottovalutato e di soli tre anni più anziano. Satchmo lo scoprirà davvero (nel senso che si metterà a studiarlo) più avanti, nel 1932 a New York, dove viveva da un paio di anni, suonando prevalentemente nel circuito dei locali da ballo di Harlem, in vari complessi fra cui già quello di Teddy Hill. Nel 1933 è di nuovo a Pittsburgh. Nel ’34 a Baltimora. Nel ’35 si riaccomoda all’ombra della Big Apple ed è a questo punto che la sua carriera decolla, braccio destro di Hill, nel giro di Billie Holiday e con Lady Day inciderà fior di classici, con Fletcher Henderson e Christopher Columbus è uno dei successi del 1936. Anno cruciale e magnifico. Roy va a Chicago ed è nella Windy City che dà vita al suo primo gruppo da leader, un ottetto con dentro Joe in qualità di sassofonista e arrangiatore. Nel 1937 Heckler’s Hop, After You’ve Gone e Wabash Stomp lo lanciano in orbita. Mentre gli anni ’30 sfumano nei ’40 e il mondo precipita – gli Stati Uniti però ancora fuori – nell’orrore del secondo conflitto mondiale – Roy Eldridge se non proprio il trombettista jazz per antonomasia è uno degli indiscutibili fari nell’ambito, nel mentre Armstrong sta declinando, sebbene con classe intatta, nello stereotipo. È l’era delle grandi orchestre. Una delle più importanti è quella di Gene Krupa e a sancire la rilevanza di Eldridge è anche l’invito a unirsi ad essa. Più avanti raggiungerà Artie Shaw. Triste e vergognoso che la decisione del nostro uomo di dare vita nel 1944 a una formazione sua sia influenzata non tanto dalla voglia di essere mattatore assoluto quanto dagli innumerevoli, spesso grotteschi episodi di discriminazione subiti al seguito di compagnie di musicisti per il resto tutti bianchi. La guerra finisce, le orchestre vanno in crisi, soprattutto va in crisi l’idea di jazz come è stato inteso fino ad allora. Esplode il bebop e il trombettista, che con il suo stile ritmato, nervoso e guizzante lo ha indubbiamente anticipato, si scopre a disagio e in conflitto con la nuova scena. Dubbioso del suo stesso valore e non ne placa le ansie l’invito di Norman Granz a partecipare al progetto di Jazz At The Philharmonic.
In tour in Francia nel 1950 con Benny Goodman, decide di fermarsi lì.
Il soggiorno durerà circa un anno e l’affetto degli appassionati locali lo rinfrancherà a sufficienza da farlo tornare a casa deciso a dar battaglia. “IL CD THE JAZZ MASTER” frutto sugoso e glorioso della mossa.
Info: Per scaricare devi usare un client come uTorrent o Transmission
AnnounceURL
http://tracker.tntvillage.scambioetico.org:2710/announce
Hash e1405ee45b2757b6d3891023c9478742b7d93389
Peers seeds: 26 , leech: 2
Size 219.04 MB
Completato 793x
Aggiunto 15.01.16 - 06:01:56
Uploader   leonenero
Votazione (Voti: 0)


Condividi questo bittorrent:


html/blog:


bbcode/forum:




Aggiungi Commento