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- Chet Baker and Paul Bley - Diane [Flac][TntVillage] -


Download via torrent:
Categoria bittorrent Musica
Descrizione


Artist...............: Chet Baker & Paul Bley
Album................: Diane
Genre................: Jazz
Source...............: CD
Year.................: 2000
Ripper...............: Exact Audio Copy   (Secure mode) & Asus CD-S520
Codec................: Free Lossless Audio Codec (FLAC)
Version..............: reference libFLAC 1.2.1 20070917
Quality..............: Lossless, (avg. compression: 31 %)
Channels.............: Stereo / 44100 HZ / 16 Bit
Tags.................: VorbisComment
Information..........: TntVillage

Ripped by............: Leonenero on 04/12/2015
Posted by............: Leonenero on 05/12/2015
News Server..........: news.astraweb.com
News Group(s)........: TntVillage

Included.............: NFO, LOG, CUE, M3U
Covers...............: Front Back CD

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                      Tracklisting
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  1. [07:16] Chet Baker and Paul Bley - If I Should Lose You
  2. [07:02] Chet Baker and Paul Bley - You Go To My Head
  3. [05:19] Chet Baker and Paul Bley - How Deep Is The Ocean
  4. [03:57] Chet Baker and Paul Bley - Pent-Up House
  5. [07:54] Chet Baker and Paul Bley - Every Time We Say Good Bye
  6. [05:33] Chet Baker and Paul Bley - Diane
  7. [04:16] Chet Baker and Paul Bley - Skidadidlin'
  8. [10:24] Chet Baker and Paul Bley - Little Girl Blue

Playing Time.........: 00:51:41
Total Size...........: 157,62 MB

Album tenue, rilassato, lirico, malinconico…
Il tocco nostalgico della tromba logora di chet e quello proiettato nel futuro di bley, qui al pianoforte insospettabilmente discreto e romantico, così discreto da passare quasi in secondo piano…
Un suono che guarda al passato, estremamente potente nel suo volgersi ad un mondo che non esiste più, tuttavia anche contemporaneo, introverso e fuori dal tempo…
Registrazione effettuata il 27 febbraio 1985, negli sound track studios di Copenaghen.
Questo compact è secondo il mio modesto parere una gemma meravigliosa…
Sono un grande appassionato di chet, certe cose degli anni ’70 e ’80 mi lasciano freddo e non mi coinvolgono…
Quelle degli anni ’50 e ’60 sono interessanti, ma secondo me vivono di luce riflessa, altri e più importanti autori, altri musicisti, hanno fatto cose molto più importanti e ispirate…

mai ho sentito in Chet un grado di ispirazione elevatissimo come in questo disco, una sorta di trans concentratissima, una miscela unica di suono e silenzio: suono soffiato e sofferto della tromba,
silenzio che piomba all’ascolto dopo ogni nota, essenziale ed esclusiva, riassunto di una purezza troppe volte contaminata da inutili eccessi,
dolore cercato e subito… tutta l’anima del trombettista è caricata di suono, ogni sospiro ha una sua valenza, il suono spesso si spegne nel soffio dell’alito e viceversa, come una fioca luce di una candela in un’oscurità fitta e densa…
ed allora sgorgano capolavori assoluti come i due standard iniziali, con l’intervento della voce di Chet nella seconda traccia…
Ebbene forse qui è l’unica volta in cui il suo stralunato canto, il suo strambo biascicare, sono di una bellezza lancinante, un canto di dolore e nostalgia che stringono il cuore…
Commovente e raro…
La traccia quattro è l’unica che muta considerevolmente il clima generale di distesa ballad, verso un clima sereno, giocoso, in cui i due strumenti dialogano divertendosi, in una perfetta simbiosi…
Notare che anche nel rasserenamento delle note il pianoforte di Bley è un accompagnatore essenziale, schivo, egli sembra sempre cesellare  lo spirito addolorato di baker ed altre volte tenta di tenere raccolti in grappoli di note legate,
le esalazioni tenui del trombettista, come gli ultimi bagliori della luce intimidita nei vespri…
Album essenziale, da ascoltare e riascoltare al buio, totalmente concentrati, album poetico, ipnotico, di una luce splendente e cupa, Chet all’ennesima potenza…
La registrazione è notevole sotto tutti i punti di vista, fortunatamente…
La tromba sembra realmente in salotto, vicino all’ascoltatore, il pianoforte lontano, ma non troppo, liquido e lirico…

Dice Miles Davis nella sua autobiografia:
“…c’erano poi un mucchio di musicisti bianchi come … chet baker…, che erano stati molto influenzati dai miei dischi, e stavano registrando dappertutto. chiamavano il tipo di musica che suonavano “cool jazz“. credo che lo facessero per indicare qualcosa di alternativo al be-bop, o alla musica nera, o all'”hot jazz“, che nella testa dei bianchi voleva dire nero. ma era sempre la solita storia: erano cose di neri che venivano rubate per l’ennesima volta…”

È sempre piacevole creare tensione e stuzzicare l’intelletto…
Miles provoca e vince quasi sempre, il suo giudizio tombale ha le sue ragioni, non c’è che dire…
Chet è più interessante per l’autobiografia tormentata, che per la sua “globalità artistica”… si può dire… e pure io cerco di stimolare passione ed alimentare le contraddizioni…
Il cantato di chet può essere anche irritante per i suoi limiti, non si può nemmeno avvicinare all’arte di un Armstrong (cito Louis perchè anch’egli avvezzo al canto e al suonare la tromba)… de gustibus… con le contraddizioni tutto diventa più divertente!
Info: Per scaricare devi usare un client come uTorrent o Transmission
AnnounceURL
http://tracker.tntvillage.scambioetico.org:2710/announce
Hash 1629b196d3a81c08855274b1f20e47fcdcd0b9ca
Peers seeds: 62 , leech: 2
Size 158.18 MB
Completato 1067x
Aggiunto 06.12.15 - 09:12:53
Uploader   leonenero
Votazione (Voti: 0)


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